Recensioni Film Cinesi

Film cinesi

In questa area del sito trovate le recensioni dei miei film cinesi preferiti. Consiglio questi film a tutti quelli che si sentono curiosi e desiderosi di avvicinarsi ad una cultura cinematografica (ma non solo) diversa da quella a cui siamo comunemente esposti.

Quattro storie vere raccolte dai social cinesi e raccontate da Jia Zhangke (forse il regista cinese della sesta generazione più famoso all’estero), per narrare la Cina di oggi, una Cina in perenne mutamento e perentorio sviluppo. Quattro emblematiche storie dalle zone periferiche della Cina, villaggi lontani dalle megalopoli affollate e scintillanti che i media occidentali offrono, quelle poche volte che puntano gli occhi sulla Cina al di fuori degli incontri tra capi di Stato. Quattro storie sul cambiamento viste direttamente dagli occhi e dalla pelle di persone normali in puro spirito neorealistico (del resto è proprio il regista che ha affermato di essere stato influenzato dal movimento cinematografico italiano).

Ma Xiaojun e Mi Lan
Regia: Jiang Wen
Anno: 1994
Attori: Ning Jin, Xia Yu, Tao

Piena Rivoluzione Culturale. Mao Ze Dong minacciato dalle correnti interne al Partito Comunista Cinese che lo accusano del fallimento del Grande Balzo e dell’instaurazione delle Comuni Popolari, si appella alle forze esterne al Partito, specialmente ai giovani, alle giovani “Guardie Rosse”, invitandole a “Bombardare il quartiere generale”, cioè il Partito, rimettere tutto in discussione, ripensare il Socialismo per evitare un processo che, secondo lui, poteva portare il Partito ed il Paese verso l’imborghesimento.

Locandina del film
Regia: Lee Lik-chi
Anno: 1994
Attori: Stephen Chow, Anita Yuen

Se il genere comico demenziale Made in Hong Kong vi piace, se vi ha fatto ridere Shaolin Soccer, se Kung Fusion vi ha commosso e piegato in due dalle risate allo stesso tempo e state cercando qualcosa del genere, allora non vi resta che scavare all’indietro nella prolifica carriera di Stephen Chow (protagonista dei due succitati film) fino ad arrivare ad uno dei capolavori assoluti del genere, vale a dire “From Beijing with love”, parodia esplicita della serie britannica James Bond.

Unica controindicazione per il pubblico italico: il film è una delle tantissime belle pellicole cinesi non tradotte in italiano. Tuttavia con una conoscenza basilare dell’inglese ci si può gustare il film seguendo i sottotitoli. Se non siete tipi da film sottotitolati potete comodamente uscire da questo sito e questa recensione, per voi ci sono quintali di commedie americane e chili di Vacanze di Natale ad aspettarvi.

Il fantasma Joey Wang tenta di sedurre Leslie Cheung

Se Ghostbusters vi è piaciuto allora le Storie di Fantasmi Cinesi vi faranno impazzire. Fantasy, tensione, divertimento, ironia e amore: qui c’è tutto. Ma se in Ghostbusters questi piani (amore a parte) vengono rigorosamente separati scena per scena, in questo gioiellino del cinema di Hong Kong sono tutti sovrapposti l’uno all’altro contemporaneamente.

In più l’autore gioca coi tempi in un modo sconosciuto ai classici canoni del cinema occidentale: flash back dopo pochi minuti danno la sensazione di aver già vissuto tutto il film nonostante sia appena iniziato.

Gong Li nei panni di una mamma ostinata

Gong Li in questo film interpreta magistralmente una ragazza madre abbandonata dall’ex marito. Il film mostra la Cina post Maoista, quella che ha abbandonato utopie e sogni di una società socialista basata sull’uguglianza e la solidarietà.

Gong Li lotta disperatamente per far avere al figlio, affetto da un ritardo di linguaggio, una vita normale.

In difficoltà economiche, senza nessuna tutela logopedica sanitaria, la scuola elementare per “normodotati” non accetta il figlio e consiglia alla mamma di iscrivere il piccolo ad una scuola per sordomuti. Gong Li non accetta e rinuncia al suo lavoro da operaia in un’azienda di smistamento frutta e verdura per poter stare al fianco del figlio notte e giorno.
Rinunciato ad un lavoro faticoso ma in grado di garantire il salario necessario alla sopravvivenza inizia la sua odissea.
Prova la via della vendita ambulante di libri, poi a distribuire i giornali, poi come donna di pulizie ma le difficoltà non sono poche ed i soldi necessari alle cure del figlio sono sempre superiori alle entrate.

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