RiflessioniDiscover the latest trends, style tips, and fashion news from around the world. From runway highlights to everyday looks, explore everything you need to stay stylish and on-trend.
LibriIndulge in the finer things in life with the latest in luxury living. From high-end fashion to exclusive destinations, explore a world of elegance and sophistication
RiflessioniDiscover the latest trends, style tips, and fashion news from around the world. From runway highlights to everyday looks, explore everything you need to stay stylish and on-trend.
LibriIndulge in the finer things in life with the latest in luxury living. From high-end fashion to exclusive destinations, explore a world of elegance and sophistication
Riflessioni//Discover the latest trends, style tips, and fashion news from around the world. From runway highlights to everyday looks, explore everything you need to stay stylish and on-trend.
Libri//Indulge in the finer things in life with the latest in luxury living. From high-end fashion to exclusive destinations, explore a world of elegance and sophistication
In molti tra coloro che viaggiano in Cina – e per certi versi anche il sottoscritto – vengono colpiti dalla bellezza dei monumenti e degli innumerevoli magnifici luoghi che popolano questo immenso Paese-continente. Eppure, spesso le cose che mi colpiscono di più sono piccoli episodi o dialoghi che colgo durante il soggiorno. Gli episodi di quest’anno sono almeno due, il primo che mi preme di raccontare è senza dubbio il karaoke.
Chi conosce minimamente la Cina sa quanto questo passatempo sia diffuso praticamente ovunque sul territorio nazionale, dunque non pensavo che questo aspetto della società cinese mi avrebbe potuto sorprendere, eppure, l’episodio che sto per raccontare, mi ha fornito una visione del fenomeno da un’angolatura diversa, rivelando aspetti che non avevo ancora considerato.
Dopo il pranzo con i parenti in una tipica [包间] bāo jiān (le stanze riservate di cui molti ristoranti dispongono) un cugino di mia moglie si alza e chiede ad una cameriera di accendere il karaoke. A quel punto parte la playlist, ognuno doveva scegliere una canzone, anziani, bambini, adulti e 老外 [lǎo wài] (cioè gli stranieri, cioè io …), nessuno escluso, ognuno deve scegliere una canzone e, soprattutto, DEVE cantare.
Qualcuno riesce a sottrarsi ma sono pochi, gli altri devono superare la prova. Ogni canzone veniva ampiamente commentata con lo stesso trasporto e dovizia di particolari con cui in Italia si commenta la moviola della domenica calcistica. Alla fine di ogni canzone tutti vengono applauditi e incitati, anche le peggiori e più stonate prove.
Cantare intonati suscita attenzione ma non applausi scroscianti o commenti particolarmente favorevoli. Quelli sono riservati alle donne che riescono a raggiungere altissime tonalità o agli uomini che riescono ad esprimere voci possenti. Beccare la nota non conta, bisogna volare alti e forti con le voci, il che si traduceva in risultati esilaranti dal mio punto di vista.
Sentire applausi scroscianti per prove pur possenti ma totalmente stonate è stato esilarante ma allo stesso tempo illuminante.
Vedere questa grande insistenza nello spingere tutti a cantare mi ha dato l’impressione che il cantare o meno possa essere per alcuni cinesi un discrimine nel considerare se una persona possa essere o meno inclusa nella loro sfera culturale, cioè un “tratto culturale”, un elemento che stabilisce se sei o meno un “vero cinese”. Un episodio che con un po’ di nostalgia mi ha riportato indietro all’esame di antropologia culturale affrontato quando ero ancora studente universitario.
Ora non so se considerare il karaoke come tratto culturale sia un’esagerazione ma una cosa mi sembra chiara. Il Karaoke per i cinesi è una cosa dannatamente seria.