
Il calciatore più famoso in assoluto è forse Baggio, ma conoscono bene anche Totti e tanti altri campioni passati nella nostra Serie A nel suo periodo più splendente. Dal calcio un piccolo spunto per altre riflessioni
Prima del mio primo viaggio in Cina avevo molta curiosità e tante domande su questo meraviglioso Paese. All’epoca, l’unica persona cinese che conoscevo bene era mia moglie,avevo poi fino a quel momento interagito entro certi limiti solo con il mio primo insegnante madrelingua di cinese.
Sapevo quasi per certo che l’immagine fornita dei media fosse molto probabilmente stereotipata e tendenziosa ma non sapevo ancora in quale misura.
Così, visto il mio grande interesse per la politica, partii con domande del tipo: chissà cosa pensano di Berlusconi e Renzi (sempre che li avessere conosciuti), chissà se hanno mai sentito parlare di Gramsci o Berlinguer, chissà come vedono la nostra collocazione atlantista etc.. etc… E ancora, chissà cosa conoscono dell’Italia, della nostra arte, cucina e via discorrendo.
Nei giorni precedenti la partenza riflettevo e riflettevo su questo, carico di aspettative. “Finalmente potrò sentire cosa pensano davvero su questi temi, senza il filtro distorsore dei media” dicevo a me stesso.
E così, giunto in casa di mia moglie, con la famiglia schierata a tavola, al centro un grande piatto di ravioli fatti a mano, mi siedo carico di queste aspettative aspettando di iniziare il discorso e svelare quei misteri. Il primo a parlarmi fu il marito della cugina di mia moglie, dallo sguardo sembrava curioso quanto me di scoprire qualcosa sull’Italia e la prima domanda che mi fece fu: “l’addio al calcio di Totti è stato molto caloroso vero?” …
Era il 2017 e Totti aveva appena abbandonato il calcio. Capii in quell’istante che probabilmente gli unici a conoscere Gramsci potevano essre alcuni accademici il cui ambito di studi ricadeva su determinati luoghi del mondo e determinati periodi di tempo. Altro che politica, arte e cucina … la prima cosa che mi hanno chiesto sapendo che ero italiano riguardava … il calcio!
E allora, seppur frastornato dallo shock culturale, senza perder tempo gli chiedo “Chi è il tuo calciatore italiano preferito?” “Baggio!” rispose senza dubbio alcuno e con grande entusiasmo.
Questa sua risposta ebbe un certo effetto su di me, riaprì vecchi traumi calcistici adolescenziali, gli stessi che ogni ragazzino nato negli anni ‘80 e appassionato di calcio conserva nel cuore: il rigore di USA ‘94 ma anche le gioie e le gesta del grande campione che trascinò quella nazionale ad affrontare il Brasile in finale.
Poi ripensai ad una trasmissione sportiva che credevo di aver dimenticato: in collegamento c’era Mario Sconcerti che parlando di Baggio disse qualcosa del tipo “è così importante e conosciuto all’estero che quando un capo di Stato veniva in Italia la prima domanda che faceva era: Come sta Baggio?”
Quella di Sconcerti in quel momento mi sembrò un’esagerazione ma in quel momento, seppur non mi trovassi a tavola con un capo di Stato, li primi due italiani nominati da un cinese che si approcciava per la prima volta ad un italiano erano, appunto, Baggio e Totti.
Mi sentii allo stesso tempo deluso e divertito. Deluso perché certamente tutte quelle aspettative si erano sgretolate in men che non si dica ma divertito perché avevo scoperto una cosa nuova che non mi aspettavo minimamente e che rompeva gli schemi delle narrazioni preconfezionate sulla Cina.
In seguito, nonostante la sorpresa, misi da parte quell’episodio, tentando di convincere me stesso che si trattava in fin dei conti di un solo cinese su più di un miliardo di abitanti. Non poteva certo rappresentare un campione statistico. Tornato in Italia continuai a studiare la lingua e vedere film e serie cinesi.
Dopo aver divorato tutti i più importanti film di Zhang Yimou insieme ad altri capolavori del cinema cinese degli anni ‘90 mi imbattei in 火锅英雄 Chongqing HotPot, film di cui ho scritto in questo articolo.
E qui, dal nulla, completamente fuori contesto, ti appare il nonno del protagonista che indossa la maglia di Baggio a USA ‘94!

La camera del protagonista è tappezzata di poster della nazionale italiana a Francia ‘98.

Pensai che fosse un regista che per qualsivoglia ragione fosse appassionato di calcio italiano e avesse fatto omaggio in quella maniera ad una passione.
Ma poi gli episodi sporadici divennero coincidenze, e poi altri indizi presenti in altre discussioni e altre scene in altre serie televisive divennero prove: ogni volta che un film cinese era ambientato negli anni ‘90 e ci fossero degli adolescenti e giovani di mezzo, nelle loro camere i poster finivano sempre per puntare a Baggio, Baresi, Ronaldo.
Una volta addirittura un film di Zhang Yimou (Strada verso casa), ambientato in uno sperduto villaggio di campagna lontano chilometri dalla città, il figlio tornando in casa dell’anziana madre trova in casa sua un poster di Ronaldo.

In una serie TV più recente chiamata 那些回不去的年少时光 [nà xiē huí bù qù de nián shào shí guāng] (Quei momenti di gioventù che non torneranno più) e, anche qui, apparentemente fuori contesto, appaiono nelle camere di studenti universitari poster di Franco Baresi, mentre i ragazzi disputano tra chi sia più forte tra Romario e Baggio.



Recentemente, Baggio, insieme a Roberto Carlos, sono stati invitati come ospiti d’onore nella cerimonia di riapertura dello stadio che ospita un torneo calcistico cinese a 榕江 [Róng jiāng] 贵州 [Guì zhōu], dopo che l’impianto è stato ristrutturato in tempi brevissimi a seguito dell’inondazione subita proprio nel giugno 2025.

La cosa che mi sorprese riflettendo su questi episodi vissuti nella la vita reale, tra le serie tv e i film in cui mi ero imbattuto e in cui si faceva riferimento a calciatori italiani o che giocavano in Serie A, è che questi calciatori facevano riferimento ad un periodo particolare: gli anni ‘90 e l’inizio dei 2.000, quando probabilmente la Serie A ha vissuto il suo periodo più splendente e la Nazionale Italiana era tra le migliori al mondo.
La cosa mi incuriosì sempre più fino a che una sera a cena alcuni mesi fa chiesi ad un amico cinese il perché di queste coincidenze, gli chiesi se effettivamente Baggio fosse così conosciuto in Cina e perché questi continui riferimenti alla Serie A anni ‘90.
Vidi una certa sorpresa nella sua espressione, come se avessi fatto una domanda stupida. Mi disse “quando la Cina iniziò a mostrare contenuti sportivi dall’estero cominciò chiaramente a far vedere lo sport più popolare al mondo, cioè il calcio ed in quel periodo la Nazionale Italiana era tra le più forti e la Serie A il migliore del mondo. Baggio era sicuramente il calciatore che rappresentava tutto questo”.
Sì, in effetti la risposta era molto semplice ma non tanto per chi vive in un mondo che ha imparato ad inquadrare la Cina in un frame che ne stravolge la sua ineluttibile realtà.
Mi accorsi definitivamente di essere schiacciato tra due narrazioni contrapposte sulla Cina, entrambe parziali e probabilmente errate: da una parte la dittatura che impone con il lavaggio del cervello la propria propaganda al popolo bue, dall’altro il nuovo Sol dell’Avvenire che riscatterà la caduta dell’Unione Sovietica.
Così, anche grazie al Divin Codino e gli altri campioni della Serie A, queste narrazioni sono state calciate via senza appello. La realtà di un paese che può a buon titolo essere considerato un Continente vero e proprio, con una civiltà antichissima, è ben più complessa di quanto viene rappresentata, merita dunque di essere studiata per il suo fascino e la sua importanza in tutta la sua complessità. Anche partendo da piccoli spunti di costume come può essere il calcio.