






Un viaggio indimenticabile nel cuore del Deserto dei Gobi alla scoperta delle sue meraviglie nascoste, attraversando le remote regioni del Qinghai e Gansu.
La scorsa estate ho vissuto un viaggio davvero magico insieme alla mia famiglia ed ai miei suoceri. Un viaggio nel cuore del Deserto dei Gobi, un itinerario che fino a pochi anni fa poteva essere proibitivo anche per i cinesi stessi ma che ora, grazie agli investimenti ed allo sviluppo che il governo cinese sta mettendo in campo sia sul piano dello sviluppo di mete turistiche che su quello dell’industria energetica legata all’energia solare, si sta schiudendo, svelando incredibili meraviglie.
Nel momento in cui l’itineraio mi è stato proposto mi ha certamente intrigato, tuttavia non avrei mai immaginato di trovare tali meraviglie, quelle che vi propongo qui. Buona lettura.
Indice
È sentimento comune di molti che viaggiano in Cina, sentirsi come in un altro mondo quando si arriva in questo Paese, principalmente per via delle differenze linguistiche, culturali. A volte anche per via delle differenze paesaggistiche, nel caso in cui si vada fuori dalle grandi metropoli.
Ma visitare luoghi come il Lago Salato di Cha’er Han farà sentire come su un altro pianeta, un paesaggio incantevole in un pianeta disabitato con laghi di colore blu cristallino verde smeraldo












Sulla stessa rotta dei laghi salati che solcano il Deserto dei Gobi abbiamo trovato un “campeggio interstellare”… Cioè un campeggio tematico chiamato, appunto, 孤独星际 [gūdú xīngjì] tradotto in inglese come “Lonely Space” ma che potremmo tradurre in italiano come “Confini interstellari solitari”.











Le Grotte di Mogao: Un Tesoro d’Arte e Spiritualità nel Cuore della Cina
Nella remota provincia del Gansu, lungo l’antica Via della Seta, si trova uno dei più straordinari complessi artistici e religiosi del mondo: le Grotte di Mogao, conosciute anche come Grotte dei Mille Buddha. Patrimonio dell’UNESCO dal 1987, queste grotte rappresentano un capolavoro di arte buddhista che abbraccia oltre un millennio di storia, dal IV al XIV secolo. Con i loro affreschi, sculture e manoscritti, le Grotte di Mogao sono una testimonianza unica dello scambio culturale tra Oriente e Occidente e della profonda spiritualità che animò la Cina lungo le rotte carovaniere.
Un Sacro Santuario nel Deserto
Scavate nella roccia friabile delle colline di Mingsha, vicino all’oasi di Dunhuang, le 492 grotte conservate oggi costituiscono un vero e proprio museo sotterraneo. La loro creazione iniziò nel 366 d.C., quando il monaco buddhista Le Zun ebbe una visione di mille Buddha illuminati dalla luce dorata del deserto. Questo episodio segnò l’inizio di un progetto secolare, sostenuto da pellegrini, mercanti e sovrani, che trasformò Mogao in un centro di culto e arte senza pari.
Capolavori d’Arte Buddhista
Le grotte custodiscono oltre 45.000 metri quadri di affreschi e 2.415 statue policrome, che ritraggono Buddha, bodhisattva, 飞天 (fēi tiān) altrimenti conosciute come Apsaras,
divinità guardiane e scene di vita lungo la Via della Seta. Tra le opere più celebri spicca il Grande Buddha del IX secolo alto 35 metri (su cui vige divieto di fotografie da parte dei turisti per ragioni di preservazione del patrimonio artistico), situato nella Grotta 96, ultimo sito visitabile da dai visitatori prima dell’uscita, e gli splendidi dipinti della Grotta 17, dove fu scoperta la Libreria di Dunhuang, un tesoro di manoscritti, sutra e documenti in più di 20 lingue.
Crocevia di Culture
Mogao riflette l’incontro tra arte cinese, indiana, persiana e persino ellenistica, grazie alla posizione strategica di Dunhuang, tappa obbligata per i viaggiatori tra Cina e Asia Centrale. Gli affreschi mostrano influenze gandhariche (nell’uso del chiaroscuro) e tang (nei volti idealizzati), mentre i testi ritrovati includono preghiere cristiane nestoriane e contratti commerciali sogdiani.
Conservazione e Sfide Moderne
Dopo secoli di abbandono, le grotte furono riscoperte all’inizio del ’900, ma subirono saccheggi, come quello del 1907 da parte dell’esploratore Aurel Stein, che portò manoscritti al British Museum. Oggi, progetti internazionali e tecnologie avanzate cercano di preservare i dipinti dall’umidità e dal turismo di massa, mentre le riproduzioni digitali (come quelle del “Digital Dunhuang Project”) permettono di ammirare i dettagli senza danneggiare gli originali.
Un’Eredità senza Tempo
Le Grotte di Mogao non sono solo un monumento religioso, ma un ponte tra passato e presente, che racconta come arte, fede e commercio plasmarono la storia eurasiatica. Per chi le visita, è un’esperienza mistica: al tramonto, quando la sabbia del deserto canta al vento e le pareti delle grotte si accendono di colori, Mogao rivive come un faro di bellezza e spiritualità nel cuore del Gobi.
Perché visitarle? Per immergersi in un viaggio attraverso il tempo, dove ogni affresco sussurra una preghiera e ogni statua incarna la ricerca dell’illuminazione.









Le dune di Mingsha Shan che circondano la meravigliosa Sorgente della Luna Crescente si ergono pochi chilometri fuori da Dunhuang. Quando dal centro della città ci si inizia a muovere verso la periferia in direzione del sito, le dune si impongono all’occhio maestose come montagne.
Dopo l’ingresso nel sito la suggestiva porta d’ingresso sancisce l’ingresso vero e proprio nell’area completamente sabbiosa, dove per un tratto bisogna prestare attenzione ai treni di cammelli che costantemente transitano avanti e indietro prima di raggiungere le scale che consentono la faticosa arrampicata che permette di raggiungere il punto ideale per ammirare la sorgente.
Lo spettacolo vero e proprio inizia dopo il tramonto, quando viene proiettato su una delle dune un mega karaoke mentre gli impianti a valle trasmettono alcuni dei pezzi di più grande successo della musica pop cinese moderna. Nella serata in cui abbiamo partecipato ho potuto riconoscere:
后来 [hòu lái – Dopo] di 刘若英 [Liú rě yīng – Rene Liu]
黄昏 [huáng hūn – Tramonto] di 周傳雄 [Zhōu chuán xióng – Steve Chou]
Se avete intenzione di visitare il sito, ascoltare un po’ questi brani potrà rendere la vostra esperienza decisamente più immersiva e appagante.











Nel cuore del Deserto dei Gobi, sulla via per Jiayuguan, una meravigliosa scultura fiancheggia l’autostrada, affollatissima di turisti. La scultura è stata chiamata dal suo autore 大地之儿 [dà dì zhī ér] Il figlio della Terra, un gigantesco infante di pietra in posa dormiente sul suolo arido del Deserto dei Gobi
La Fortezza di Jiayu Guan: Il Baluardo Occidentale della Grande Muraglia
La fortezza di Jiayuguan è il passo posto all’estremità occidentale della Grande Muraglia, noto anche come il “Primo e più grande passo sotto il cielo” sancisce la fine dei 5.000 Km della mastodontica cintura difensiva del Paese di Mezzo. Per i cinesi rappresentava la porta verso l’Occidente.
Situata nell’arido deserto del Gansu, la Fortezza di Jiayu Guan (嘉峪关) rappresenta uno dei simboli più maestosi della Grande Muraglia cinese. Costruita nel 1372 durante la dinastia Ming, questa imponente struttura era il punto di confine occidentale dell’impero, progettata per proteggere la Cina dalle incursioni delle tribù nomadi e controllare le rotte commerciali della Via della Seta.
Architettura e Importanza Strategica
Jiayu Guan, nota come “Il Primo Passaggio Sotto il Cielo”, è un capolavoro di ingegneria militare. La fortezza è composta da mura alte 10 metri, torri di guardia, un fossato e un complesso sistema di porte e cortili, progettati per intrappolare i nemici. La Porta Occidentale, rivolta verso territori inospitali, simboleggiava il confine estremo della civiltà cinese.
Storia e Leggende
Secondo la leggenda, i costruttori calcolarono con precisione il numero di mattoni necessari: alla fine ne rimase uno solo, oggi esposto come testimonianza della perfezione raggiunta. La fortezza fu anche un crocevia culturale, dove mercanti, soldati e viaggiatori si incontravano, mescolando tradizioni cinesi, mongole e centroasiatiche.
Patrimonio UNESCO e Turismo
Oggi, Jiayu Guan è un sito UNESCO e una delle attrazioni più suggestive della Cina. I visitatori possono camminare lungo le mura, ammirare le viste mozzafiato sul deserto e sul Qilian Shan, e rivivere l’atmosfera dell’antica Via della Seta.
Un viaggio a Jiayu Guan è un tuffo nella storia, un omaggio all’ingegno umano e alla grandezza di un impero che ha plasmato il mondo












Nel bel mezzo di un suggestivo panorama desertico, fatta praticamente in terra battura (loess compattato). Un tratto unico e totalmente differente da tutti gli altri tratti di Grande Muraglia solitamente inclusi nei classici tour in Cina.
Curiosità
La discesa finale del sito, quello che dall’ultimo torrione conduce all’uscita, mostrava una scalinata costeggiata da ringhiere protettive piene zeppe di lucchetti stile Moccia 3 Metri sopra il cielo, di quelli che alcuni innamorati in Italia serrano con i loro nomi per suggellare il loro amore.
Qui però il simbolismo ed i messaggi incisi sono di diversa natura, la maggior parte auspicano pace, felicità o successo nella più terribile prova che ogni cinese è tenuto a passare nella propria vita … il 高考 (gāo kǎo), cioè il loro esame di maturità!










Qui nel Gansu, remota regione cinese a ridosso di Qinghai ed in prossimità del Tibet, siamo in una zona di confine popolata da minoranze Mongole, Tibetane, a ridosso delle regioni a maggioranza musulmana come il Xinjiang. In queste zone gli spiedini [肉串 – ròu chuàn] non mancano.


Le Montagne Colorate Danxia di Zhangye: Uno Spettacolo Naturale Unico
Nella provincia del Gansu, in Cina, si trova uno dei paesaggi più straordinari al mondo: le Montagne Colorate Danxia di Zhangye. Questo incredibile fenomeno geologico, formato da strati di rocce sedimentarie modellati dall’erosione in oltre 24 milioni di anni, offre un’esplosione di colori che sembra uscita da un dipinto. Le sfumature vivaci di rosso, giallo, verde, blu e oro creano un effetto caleidoscopico, rendendo questo luogo una delle meraviglie naturali più fotografate della Cina.
Un Capolavoro della Natura
Le Danxia devono la loro bellezza alla combinazione di movimenti tettonici, erosione e ossidazione dei minerali. I diversi strati di arenaria e altri sedimenti, compressi e sollevati nel tempo, hanno dato vita a formazioni rocciose che ricordano onde colorate, torri e canyon surreali. Il Parco Geologico Nazionale di Zhangye Danxia, patrimonio UNESCO, protegge quest’area di oltre 50 km², dove i visitatori possono ammirare panorami mozzafiato da piattaforme e sentieri appositamente costruiti.
Quando Visitare e Come Arrivare
Il momento migliore per ammirare le Danxia è all’alba o al tramonto, quando la luce del sole esalta i colori accesi delle rocce. Zhangye è facilmente raggiungibile in treno o aereo da città come Lanzhou o Xi’an, e il parco è accessibile con navette turistiche.
Un viaggio qui è un’esperienza indimenticabile, un’armonia perfetta tra geologia e arte naturale che lascia senza fiato. Le Montagne Colorate di Zhangye sono una testimonianza della straordinaria forza creativa della Terra, un luogo dove la natura si trasforma in poesia.








Matisi, è un complesso di templi buddisti scavati nella roccia, risale a 1600 anni fa. Per raggiungere alcune grotte ci si deve arrampicare su scalinate molto ripide allestite all’interno di tunnel molto stretti. L’escursione è stata un po’ avventurosa ma è un’esperienza unica ed emozionante. Da provare assolutamente.
Il Tempio Matisi (马蹄寺), noto anche come “Tempio dell’Impronta del Cavallo”, è un affascinante complesso buddista scavato nella roccia, situato nella provincia del Gansu, in Cina, a circa 65 km da Zhangye. Questo sito sacro, incastonato tra le montagne dei Monti Qilian, combina architettura rupestre, storia millenaria e paesaggi mozzafiato, attirando pellegrini e turisti da tutto il mondo.
Storia e Leggenda
Fondato durante la dinastia Jin Settentrionale (IV-V secolo d.C.), il tempio deve il suo nome a una leggenda: si narra che un cavallo celeste lasciò un’impronta sulla roccia, considerata un segno divino. Il sito divenne un importante centro buddista, soprattutto sotto le dinastie Wei del Nord e Tang, quando furono scolpite nella montagna oltre 70 grotte e templi.
Architettura e Caratteristiche
Il complesso si divide in diverse sezioni, tra cui:
Grotta dell’Impronta del Cavallo (Matisi Cave): la grotta principale, con l’impronta sacra e statue del Buddha.
Trentatré Grotte Celesti: una serie di templi rupestri collegati da scale scavate nella roccia, simbolo di resistenza e devozione.
Tempio d’Oro (Jinta Si): situato in cima alla montagna, offre una vista panoramica sulle vallate circostanti.
Cultura e Natura
Oltre al valore religioso, Matisi è celebre per l’armonia tra architettura e paesaggio. I dintorni, abitati dalla minoranza Yugur, offrono scenari alpini, prati fioriti e una cultura tibetana tangibile.
Turismo e Visita
Oggi, il tempio è una meta imperdibile sulla Via della Seta, ideale per chi cerca spiritualità, storia e natura. Il periodo migliore per visitarlo è da maggio a ottobre, quando il clima è mite e i paesaggi rigogliosi.
Con la sua mistica fusione di arte, fede e natura, il Tempio Matisi rimane un gioiello del patrimonio cinese, un ponte tra passato e presente.
Appunto personale di un provinciale
Oltre all’enorme meraviglia provata nell’ammirare questi magnifici templi scavati nella roccia ad altezze impervie ed in luoghi proibitivi, una volta sceso, proseguendo il percorso nel tempio dedicato all’eroe tibetano King Gesar, ho visto molte famiglie che facevano picnic sugli ampi prati, una commistione tra simile convivialità familiare e sacralità religiosa mi ha ricordato molto il Divino Amore.










Fu costruito in 1098, conserva un grande Buddha sdraiato, interamente costruito in legno, lungo 34.5 metri e largo 7.5 metri. Marco Polo vi sostò per un anno durante il suo viaggio in Cina.
Il Tempio Dafo (大佛寺), situato nella città di Zhangye, nella provincia del Gansu, è uno dei più importanti siti storici e religiosi della Cina, famoso per ospitare una delle più grandi statue del Buddha sdraiato del paese. Costruito durante la dinastia Xia Occidentale (1038-1227), il tempio è un gioiello architettonico e spirituale che riflette l’influenza del Buddhismo Mahayana lungo l’antica Via della Seta.
Storia e Architettura
Fondato nel 1098, il tempio fu ampliato durante le dinastie Ming e Qing, diventando un centro di culto e pellegrinaggio. La struttura principale, il Padiglione del Grande Buddha, è un magnifico esempio di architettura tradizionale cinese, con tetti a falde decorate e intricate sculture in legno.
La statua del Buddha sdraiato
L’attrazione principale è la colossale statua del Buddha Nirvana, lunga 35 metri, che rappresenta Sakyamuni nel momento del trapasso verso il Nirvana. La scultura, realizzata in argilla e legno dorato, è circondata da 10 discepoli e da affreschi che narrano storie buddhiste.
Importanza Culturale
Il tempio è un tesoro nazionale e un sito protetto dallo Stato cinese. Oltre alla sua valenza religiosa, è un museo vivente che custodisce antichi sutra, reliquie e opere d’arte buddhiste.
Visita e Turismo
Oggi, il Tempio Dafo è una meta imperdibile per chi viaggia lungo la Via della Seta, offrendo un’esperienza di pace e spiritualità. La città di Zhangye, con i suoi paesaggi desertici e le montagne colorate del Danxia, completa l’itinerario con un mix di storia e natura.
Un luogo dove arte, fede e storia si fondono, rendendo il Tempio Dafo un simbolo eterno della cultura cinese.




