Viaggio a Yánān 延安, luogo “sacro” della Rivoluzione Cinese.

Stefano82Viaggi5 Ottobre 20243.8K Views

Viaggio nel luogo più iconico della Cina Rossa, Yan an è stata la base operativa del PCC all'alba della Fondazione della Repubblica Popolare Cinese.

A circa 300 km da Xī ān c’è Yánān (延安)“luogo sacro” della Rivoluzione Cinese 延安,中国革命的圣地) come si legge all’ingresso del Memoriale della Rivoluzione costruito recentemente proprio in questa città, fortemente voluto dal presidente Xi Jin Ping.

Yánān è stata, infatti, l’ultima tappa della Lunga Marcia ed è divenuta oggi una affollatissima destinazione del cosiddetto Hóngsé Lǚyóu (红色旅游) cioè Turismo Rosso, vale a dire un circuito di siti di rilevante importanza nella recente storia della Rivoluzione e fondazione della Repubblica Popolare Cinese.

Questo fenomeno è un progetto finalizzato alla promozione turistica di zone economicamente arretrate e alla divulgazione della storia recente legata alla lotta contro i Nazionalisti, alla Resistenza anti-giapponese e alla Fondazione della Repubblica Popolare, rivolto tanto agli adulti che hanno vissuto in epoche più vicine a quegli avvenimenti, quanto ai giovani che ne hanno sentito parlare solo sui libri di storia e nei film.

Da quel che ho potuto vedere il luogo era davvero affollato, ho visto anche molti giovani, non solo vecchi nostalgici, dunque sembra che il progetto stia raccogliendo un buon risultato.

Il Turismo Rosso cinese potrebbe, magari, essere fonte di ispirazione anche per noi in Italia e spingere le nostre istituzioni a promuovere la visita di luoghi simbolo della nostra Resistenza da cui è poi scaturita la Costituzione, piuttosto che continuare a revisionare fatti che dovrebbero esser ormai patrimonio storico di tutti.

Ma qui si apre tutto un altro scenario, ben consapevole delle notevoli differenze storiche sopravvenute nel contesto italiano e cinese dalla fine della Seconda Guerra Mondiale ad oggi, risulta chiaro che nel quadro socio culturale odierno italiano, il tema della Resistenza è un argomento divisivo, come non lo è in Cina. 

Ho trattato di questo argomento in un mio precedente articolo Dai libri di testo di seconda elementare cinese, una lezione per la memoria della Resistenza italiana ed è stato uno spunto per un evento che ho organizzato insieme all’Associazione Casa Gramsci dal titolo I cinesi in Italia durante il Fascismo. I campi di concentramento.

Al link in basso un paio di articoli per approfondire il fenomeno del turismo rosso:

https://italian.cri.cn/1815/2015/01/07/69s234963.htm
https://travelnostop.com/news/turismo/turismo-rosso-europa-cina-italia_465274

Riprendendo il filo del discorso dunque, Yánān per chi come me ama profondamente la storia recente cinese ed ha letto il capolavoro del giornalista statunitense Edgar Snow, Stella Rossa sulla Cina, libro-cronaca e testimonianza diretta della Lunga Marcia, questa è una tappa obbligata. Inoltre, con il vantaggio di trovarmi ad una distanza relativamente breve da casa dei miei suoceri e avendo un po’ di giorni liberi a disposizione, non potevo mancare l’occasione.

In questa piccola cittadina tra i monti a nord dello Shǎnxī (陝西), si è davvero scritta la storia cinese e mondiale, questo è stato il quartier generale dove i Comunisti Cinesi hanno vissuto, lottato e pianificato le strategie che hanno poi portato alla vittoria della Rivoluzione, ponendo le basi per il riscatto della nuova Cina, un riscatto di cui forse solo ora, dopo più di 70 anni dallo svolgersi di quegli episodi, noi occidentali iniziamo a renderci conto.

Qui, in condizioni difficilissime Mao e i suoi hanno vissuto per 13 anni, dal 1935 al 1948, vivendo dentro gli yáodòng (窑洞) case ricavate in caverne scavate nella montagna.

Arrivati a Yánān: check in, pranzo e poi si parte sulle orme di Edgar Snow, Mao, Zhou En Lai e Zhu De.

Prima tappa del viaggio, appena arrivati, ovviamente check in e albergo e, subito dopo, pranzo in uno dei tanti piccoli ristori della città. Pranzo a base di verdure, carne di asino ed una delle bevande più popolari nello Shǎnxī, l’aranciata Dàyáo (大窑)

Al tavolo ti portano anche una ciotola o un recipiente di agli da mangiare crudi. A molti cinesi piace. Questa è una delle poche usanze cinesi a cui non mi sono ancora abituato …

Dopo il pranzo breve sosta in albergo e poi si riparte per visitare i principali siti della città. Di seguito consiglio i principali siti di interesse da visitare a Yánān.

Principali siti da visitare Yánān:


Qīngliáng Shān (清凉山延安) 

Sito di templi buddisti nel cuore della città. Qui non ho scattato molte foto, da un lato per non urtare la sensibilità dei fedeli nei templi, dall’altro perché dal punto di vista religioso e storico, il sito non offre molto. Andando a Yánān, comunque, è un posto che non si può non visitare.

Tra le poche foto scattate c’è quella che ritrare mia figlia suonare un’antica campana buddista in compagnia di mio suocero.

Bǎotǎ (宝塔)

Bǎotǎ (宝塔) è la pagoda simbolo della vittoria nella guerra di Resistenza contro gli invasori giapponesi situata in una delle zone più alte della città.

Dopo aver effettuato l’accesso ai cancelli del sito, si prende una navetta per salire nella parte più alta del sito, sul piano che ospita la Pagoda (a piedi sarebbe una camminata discretamente faticosa), poco prima di accedere al sito della pagoda, ad accogliere i visitatori c’è il messaggio che si può vedere nella foto in basso. Sotto la foto si vedrà la trascrizione in caratteri cinesi e la traduzione.

In basso trascrizione e traduzione della scritta.

不忘初心牢记使命
延安之行砥砺前行

Traduzione:

Non dimenticare l’ideale iniziale, ricordare fermamente la missione.
Il cammino di Yan’an ci incoraggia ad andare avanti

Scopo del messaggio è probabilmente quello di divulgare e ricordare le fondamenta ideologiche e le imprese storiche, politiche, militari ed umane che hanno forgiato le basi della Repubblica Popolare Cinese ai visitori.

Qui sotto alcuni scatti di vedute della pagoda

Essendo considerato un punto di rilevante interesse storico dal governo cinese, essendo stata un’area povera, è stata oggetto di un imponente sviluppo edilizio, come le foto comparative presenti sul sito stesso mostrano. Le foto nel cartello mostrano la differenza tra il 1973 ed il 2023. Il piano è uno dei punti più alti della città e consente di vedere la valle della cittadina.

Yángjiālǐng (杨家岭)

Dal punto di vista della storia della Rivoluzione, della lotta di Resistenza e della Lunga Marcia, questo, insieme a Zǎoyuán (枣园) che vedremo di seguito, è uno dei luoghi più interessanti di Yánān, perché è qui che ci sono gli 窑洞 yáodòng, case scavate nella pietra delle montagne di terra gialla tipiche di questa zona a nord dello Shǎnxī, luoghi in cui i leader del Partito Comunista Cinese in guerra contro giapponesi e nazionalisti hanno vissuto in condizioni di vita durissime.

Il primo luogo di rilevante interesse una volta entrati nel sito è il tavolo dove Mao fu intervistato dalla giornalista statunitense Anna Luise strong, il tavolo è il luogo in cui, durante l’intervista, Mao pronunciò la storica frase 一切反动派都是纸老虎, vale a dire “Tutti i reazionari sono tigri di carta”

Ho cercato invano di scattare una foto al tavolo in sè, senza altri soggetti, ma prima mia figlia ha deciso di mangiar lì il gelato, dopodichè altri turisti hanno preso d’assalto il sito, facendomi desistere dal mio originario intento…

Veniamo ora agli Yáodòng (窑洞). Tutti coloro i quali hanno letto Stella Rossa sulla Cina di Snow non potranno non esser curiosi di entrarci dentro, visitarli, vedere come vivevano, dove dormivano, dove studiavano, dove cucinavano i protagonisti della Rivoluzione Cinese e del libro.

Seppur risulta chiaro che tutto è stato ricostruito quasi in forma “artificiale”, con il letto rifatto, foto appese al muro e utensili ordinati e ben riposti, si può quanto meno percepire ed aver un’idea ben precisa delle condizioni in cui hanno vissuto e operato.

Oltre alle vecchie residenze di Máozédōng (毛泽东), Zhōuénlái (周恩来) e Zhūdé (朱德), c’è l’edificio in cui si è tenuto il Settimo Congresso del Partito Comunista Cinese.
Come tutti i luoghi di interesse storico recente, specialmente legato alla storia politica, l’ambiente viene ricostruito e mantenuto come per mantenere vivi queli attimi che hanno scritto pagine fondamentali della storia cinese.

E così vengono mantenute le bandiere rosse con la falce e martello sullo sfondo, le immagini dei personaggi fondamentali del Marxismo-Leninismo e gli interpreti fondamentali della Rivoluzione Cinese.
Vengono mantenute piante fresche sul palco della presidenza dove erano seduti i dirigenti del Partito durante il congresso ed un leggio dove i turisti possono fare le foto mettendosi in posa come gli oratori del congresso.

La posa più in voga è, neanche a dirlo, il pugno chiuso vicino alla tempia.

Passeggiare in questo sito mi ha fatto sentire in assoluto più di qualsiasi altro luogo io abbia visitato in Cina un Lǎowài (老外), cioè uno straniero, anzi, a dire il vero, passeggiando nel sito, da come percepivo gli sguardi dei cinesi su di me, dai frammenti di commenti che carpivo al mio passaggio, quando addirittura non venivo fermato per fargli fare una foto “insieme ad uno straniero”, mi sembrava di essere un vero e proprio wàixīngrén (外星人), un alieno…

D’altronde come posso dar loro torto? Quale altro occidentale parte per la Cina per andare a visitare l’ultima tappa della Lunga Marcia? A giudicare dalle presenze che vedo e dalle occhiate che ricevo, mi pare che l’ultimo occidentale qui sia stato Edgar Snow … Ed è un peccato, perché un posto così suggestivo, in cui, che ci piaccia ammetterlo o no, non è cambiata solo la storia cinese ma quella del mondo intero. Secondo il mio modesto punto di vista noi occidentali qui dovremmo venirci in numero decisamente maggiore.

L’orto di Mao
Máo Zé dōng zhòng guò de cài dì (毛泽东种过的菜地)

L’ ultimo luogo da visitare prima di uscire dal sito è l’orto di Mao, dove dicono coltivasse, oltre ad alcune verdure, i suoi amati peperoncini.

È noto che Mao fosse grande amante dei peperoncini, per questo li amava coltivare, inoltre, chi avesse letto Stella Rossa sulla Cina ricorderà un passo che riguarda in qualche modo anche l’Italia.

Quello in cui Mao sostiene ardentemente che tutti popoli rivoluzionari amano il piccante, iniziando a fare esempi come la Francia o il Messico, salvo poi doversi sentire smentito quando qualcuno gli ricorda che anche gli italiani sono grandi amanti del piccante …

Il Memoriale della Rivoluzione
Yánān gémìng jì niàn guǎn (延安革命纪念馆)

Altra tappa fondamentale durante una visita a Yánān è quella del monumentale Memoriale della Rivoluzione costruito recentemente e voluto con forza da Xi Jinping.

L’imponenente ingresso accoglie i visitatori con una statua gigante di Mao, sulla sua destra una stele con il rù dǎng shì cí (入党誓词), il giuramento da prestare per poter essere ammesso al Partito Comunista Cinese.

Il memoriale è stato costruito per rimarcare l’importanza che questo luogo rappresenta per la fondazione della nuova Cina. I tredici anni che vanno dal 1935 al 1948 che hanno visto Yánān come casa del Partito Comunista Cinese allora in guerra, rappresentano ancor di più nella visione dell’attuale dirigenza del Partito Comunista Cinese, l’incubatrice in cui la nuova Cina si è formata.

Dentro vengono scandite le principali tappe e momenti di questi tredici anni, tanti reperti come abiti e armi utilizzate da Mao, Zhou En Lai, Zhu De e altri.

Appena entrati si viene accolti da una parate di statue in bronzo raffiguranti Mao, Zhou En Lai, Zhu De e altri, in posa con lo sguardo rivolto verso l’avanti, verso i visitatori che entrano. Sullo sfondo le montagne del nord dello Shaanxi dove svetta la Pagoda.

In alto a sinistra le date 1935 – 1948, periodo della permanenza a Yan an del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese.

Copie originali di testi e materiali di propaganda politica dell’epoca, appunti, schizzi e ritratti tra cui, un appunto redatto da Mao in cui si vede l’originale di una scritta che, dalla Rivoluzione Culturale in poi, è divenuta icona del Maoismo, tanto nel contenuto quanto nel suo stile grafico.

Una vero e proprio testo/logo che continua ad essere riprodotto su gadget, magliette o targhe di uffici pubblici. Mi riferisco alla celebre frase Wèi rén mín fú wù (为人民服务) “Servire il popolo”.

Non mancano cimeli dei protagonisti di Yan an, armi di ogni genere o riproduzioni di armi utilizzate da Mao in persona.

Nel corridoio finale che accompagna i visitatori all’uscita si vedono in carrellata i quadri che ritraggono i principali presidenti della Repubblica Popolare Cinese dalla fondazione ad oggi: in sequenza Mao Ze Dong, Deng Xiao Ping, Jiang Zemin, Hu Jintao e l’attuale Xi Jiping.


Zǎoyuán (枣园 )

Quartier generale del Partito Comunista Cinese durante la residenza a Yánān, luogo dove si pianificava la strategia militare del Partito.

In questo sito si trovano gli uffici di pianificazione delle strategie belliche (zǎoyuán zuòzhànshì – 枣园作战室). Questi in particolare erano gli uffici dell’ Ottava Armata di strada dell’Armata Rossa (bàlùjūn – 八路军). In questi uffici vengono mantenute le mappe appese al muro, tavoli, sedie, giornali e documenti per ricreare l’ambiente, come se i protagonisti di allora fossera ancora lì, ogni mattina, a ragionare su come sconfiggere Chang Kai Shek (Jiǎng Jiè shí – 蒋介石).

Non mancano altri 窑洞 Yáodòng, dimora dei principali protagonisti: Mao Ze Dong, Zhou En Lai e Zhu De.

Prima di uscire si incontrano le statue in bronzo dei leader comunisti protagonsiti a Yan an. In foto da sinistra a destra: Rèn bì shí (任弼时),Zhōu Ēn lái (周恩来), Máo Zé dōng (毛泽东),  Liú Shào qí (刘少奇), Zhū Dé (朱德) . Tutti i visitatori si scattano una foto davanti le statue ed io non sono stato da meno

Al di là dell’interesse personale nel visitare luoghi che ho vissuto solo attraverso libri e film, oltre ad approfondire per esperienza diretta la storia filtrata da testi comunque occidentali, esser lì permette di vedere come viene ricostruito il passato recente.

Proprio visitando una delle abitazioni dei principali leader politici, dentro lo Yaodong di Zhou En Lai, mi imbatto in una foto che ritrae En Lai stesso al fianco di Liu Shao Qi, anche lui personaggio fondamentale nelle vicende che hanno visto i Comunisti Cinesi vincere la guerra e Fondare la Repubblica Popolare.

Di sera a Yán ān (延安)

Il centro di Yán ān di sera diventa una sagra a cielo aperto. Nella via centrale, tantissimi stand di streetfood stipati uno attaccato all’altro su entrambe i lati della via pedonale, con annessi tavolini posizionati di fronte, offrono i loro prodotti.

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